I suoi tesori

Un prezioso ciclo di affreschi che spazia dal Duecento al Cinquecento.

L'esterno

Prima di entrare in chiesa, è possibile ammirare la piccola cappella esterna, riportata agli antichi splendori
con il restauro del 1981-83 che riuscì a recuperare dal degrado gran parte degli affreschi: la scena della crocefissione con la Madonna, la Maddalena ai piedi della croce , Sant’Anastasia e san Pietro. 

Nella volta si trova il Padre benedicente. Il protiro era affrescato esternamente a finto marmo
e sul pilo di sinistra stava il Martirio di San Sebastiano.

Quando il viandante varca la soglia di San Biagio, è accolto da un’atmosfera di intensa spiritualità
che lo invita alla riflessione e alla preghiera di fronte a quei semplici ma suggestivi affreschi dai vivaci colori.

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L'interno

Le tracce pittoriche più antiche si trovano sotto la lapide posta nel presbiterio: si tratta di un motivo bicromo e di un lacerto color ocra e nero.

Databili probabilmente al Trecento sono gli affreschi situati a destra dell’altare: S. Biagio vescovo  e S. Giacomo entro una cornice decorativa chiusa da una fascia avvolta attorno ad un palo. Accanto e più tardo un S. Antonio Abate.

Straordinario appare l’episodio figurativo del catino absidale, risalente forse alla prima metà del Quattrocento in cui i quattro simboli degli Evangelisti, inseriti in una vivace armonia di colori, circondano la figura seduta del Cristo che tiene in mano il Vangelo di Giovanni aperto.

Ad un Quattrocento avanzato si possono far risalire gli affreschi sulla parete settentrionale. Le immagini di San Rocco e di San Bernardino da Siena stanno alla destra del trono sul quale siede la Madonna con il Bambino. Accanto si trova un’altra Madonna in trono con il Bambino realizzata quale ex voto come dimostrano le ormai illeggibili scritte alla base del trono. 

Tra la fine del XV e l’inizio del XVI sec. sono collocabili gli affreschi rimanenti. Attorno alla vecchia porta del campanile sono raffigurati il Sepolcro con le guardie (sinopia), la Resurrezione e, a lato, il Cristo morto. Sopra l’abside vi è l’Annunciazione. Affrescati da un pittore ignoto, ma decisamente esperto, spiccano per la finezza dei particolari del corpo, delle vesti e soprattutto l’accostamento dei colori sullo sfondo, creando immagini di invidiabile suggestione. 

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Foto: Isabella Zanellato
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